« Apprendre à nager comme on a appris à marcher en grande profondeur et sans matériel pour devenir toujours meilleur nageur »

LAVORI PRATICI PER

L'AUTO – SOCIO – COSTRUZIONE

DEGLI INSEGNANTI ISTRUTTORI / ALLENATORI

DI NUOTO

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Una “prima mondiale” che permette a tutti quelli che insegnano il nuoto a qualunque livello di costruirsi “una griglia di lettura” del nuotatore, che si tratti di principiante o campione del mondo.

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Ognuno di voi è invitato a comunicarci (in modo anonimo)* due fatti o due dati che individua alla prima visione di questo breve film (probabilmente i più significativi ai propri occhi), anche se avrebbe voglia di dire molte più cose.

Immaginatevi nei panni dell'allenatore di un gruppo di nuotatori principianti avendo a disposizione un solo allenamento a settimana per integrarvi questo nuotatore di 7 anni.

Caratterizzate questo nuotatore attraverso 2 immagini e descrivetecele.

Proponete delle attività per (tras)formare questo giovane nuotatore.

Esponete i vostri commenti, se ne avete, ma siate concisi!

Inviate queste poche righe direttamente a Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser. e io pubblicherò tutte le osservazioni sul sito, firmate semplicemente con una iniziale che vi sarà attribuita per garantire il vostro anonimato.

La nostra ipotesi è che condividere la ricchezza e la varietà delle vostre osservazioni sarà molto utile a tutti gli altri e dunque ad ognuno di voi.

AUTO = voi vi formate da soli

SOCIO = con, per e attraverso gli altri

COSTRUZIONE = entrate in un processo di formazione continua con l'aiuto e il conforto di allenatori esperti e competenti che ci garantiscono la loro partecipazione.

Tutti i mesi faremo un "aggiornamento", eventualmente aggiungendo una nuova sequenza filmata del nostro nuotatore (che avrà a disposizione 4 sedute per beneficiare delle vostre osservazioni).

Il nostro quadro di riferimento è per voi facilmente reperibile alla pagina 144 del libro "La Natation de Demain". La traduzione italiana sarà disponibile a breve.

Affinché l'osservazione diventi uno strumento di conoscenza, ricorrere a questo procedimento mi sembra particolarmente interessante per mettere ordine nel nostro modo di lavorare.

Per esempio:

ci colloca nel quadro di una "osservazione differita" di cui presentare i vantaggi e gli inconvenienti;

non c'è osservazione senza scelta: il mezzo minuto che dura la nostra osservazione comporta una tale quantità possibile di fatti che sarebbe ambizioso e temerario cercare di apprenderne la totalità e ci vorrebbero delle ore solo per elencarli tutti.

La scelta è determinata da... le cose che noi possiamo esprimere! E per esprimerle, ricondurle a qualche cosa che ci sia familiare, alle nostre nozioni pratiche.

Delle serie indefinite di fatti possono non valere quanto un solo fatto ma significativo.

La molteplicità delle osservazioni ci aiuterà a differenziare i fatti da tenere in conto per le scelte ulteriori... E così via.

Collettivamente e pazientemente faremo dei progressi nella nostra capacità di raccogliere i dati pertinenti.

Collettivamente e pazientemente faremo tesoro dei compiti che producono trasformazioni.

Inevitabilmente ci costruiremo un quadro di riferimento comune in quanto sempre più oggettivo («una tavola di cui i termini siano oggettivamente definiti» - precisa Wallon).

Quando l'allenatore novizio si rivolgeva, mezzo secolo fa, a quello più grande per cercare di comprendere il funzionamento degli allenatori che erano riusciti a far emergere qualche campione, la ragione del loro successo, si sentiva spesso affermare che la riuscita era questione di "naso" o che bisognava "avere l'occhio del mercante di cavalli" (essere capaci di reperire degli indizi non immediatamente visibili) per condurre con successo un allenamento e formare dei campioni.

Ho personalmente vissuto questa situazione negli anni Settanta durante una riunione dei quadri tecnici della Federazione Francese di Nuoto nell'occasione della proiezione di un film Speedo dedicato alla tecnica di Roland Matthès. Il Direttore Tecnico Nazionale, che era stato anche lui un campione a dorso, a un certo punto esclamò «avete visto come spinge!» (sottinteso «come spinge l'acqua con le gambe»). Vi devo confessare che, come la maggior parte dei miei colleghi consiglieri tecnici avevo avuto occasione di vedere e rivedere quelle sequenza senza "vedere", senza scoprire l'elemento indicatore di quella competenza.

Qualche anno dopo, avendo affinato i miei strumenti e il metodo di osservazione avrei scoperto questo famoso indice come anche la lettura erronea che ne faceva il nostro simpatico Direttore Tecnico.

raymond